FAQ

Cos'è l'ipovisione

L’ipovisione è una condizione che altera la percezione visiva in modo stabile e che non è correggibile con lenti convenzionali Analizziamo cosa avviene nella visione perturbata di un paziente ipovedente.
Se il paziente, per esempio, è ipovedente a causa di uno scotoma centrale e se l’oggetto è di dimensioni contenute all’interno dello scotoma, questo non potrà essere percepito.
Il soggetto dovrà allora ricorrere in modo riflesso ed eterarchico a due meccanismi di compenso: un decentramento e un ingrandimento dell’immagine da vedere.
Il decentramento mira a privilegiare la percezione dell’oggetto o dei suoi elementi percettivamente invarianti attraverso la sua proiezione su quelle aree retiniche funzionalmente indenni, limitrofe all’area danneggiata (visione eccentrica).
L’ingrandimento avviene istintivamente attraverso l’avvicinamento relativo dell’occhio ipovedente all’oggetto da osservare: in tal caso la sua proiezione sulla retina aumenta fino a sollecitare i recettori attivi in numero tale da innescare i meccanismi percettivi, retinici e centrali.
Naturalmente esistono altri meccanismi di ingrandimento, quali l’ingrandimento diretto dell’oggetto, o più comunemente l’utilizzo di sistemi ingrandenti, ottici o elettronici.

Chi è il paziente ipovedente?

Il paziente ipovedente, quando si presenta tale per la prima volta, si rende conto di avere una malattia oculare irreversibile, non ha fiducia nelle cure perchè è sempre peggiorato nonostante tutto e questo ci richiede molta energia e molto tempo per instillare un pò di fiducia nelle sue reali possibilità.
Quello che il paziente chiede è di non fare un ennesimo tentativo frustrato da un risultato risibile.

Cosa si intende per riabilitazione visiva?

Tali sistemi non sono immediati nel loro utilizzo: muta il campo visivo del paziente, muta la configurazione dello spazio offerta dal sistema e spesso il paziente è costretto ad utilizzare aree retiniche mai impiegate prima nei processi fini della visione (lettura e simili).
Ci sembra dunque utile la creazione di un training che abitui il paziente ad utilizzare l’ausilio necessario, stimolandone la capacità di lettura, di scrittura e di coordinamento spazio-visivo.
Di particolare importanza è l’utilizzo della visione eccentrica durante la lettura, esigenza particolarmente sentita dal soggetto ipovedente.
Il paziente, decentrando l’immagine in un’area con una densità recettoriale inferiore rispetto a quella foveale, perde notevolmente la capacità di discriminazione, in parte restituita dall’ingrandimento: tuttavia il segnale viene trasmesso attraverso vie alternative e appare ormai confermata la necessità di rieducare la percezione del paziente a questa nuova fonte.

Cos’è il PRL?

In modo particolare e anche grazie al contributo degli studi sulla fissazione, si è potuto comprendere l’importanza di ricostruire il PRL (Preferable Retinal Locus) La riproduzione virtuale della visione.

Cosa si intende per riabilitazione visiva virtuale?

Proprio per la difficoltà di avere un approccio omogeneo nell’ambito della disabilità visive, abbiamo ì supposto che l'applicazione delle tecnologie della realtà virtuale, intesa come simulazione della condizione di ipovedenza, potesse essere utile nello studio dell'ipovisione.
Le motivazioni che ci hanno spinto a sostituire l’oggetto reale con uno virtuale sono le seguenti: innanzitutto la possibilità di esemplificare e visualizzare schematicamente il concetto, spesso non ben definito, di ipovisione; in secondo luogo per la possibilità di studiare, indipendentemente dalla presenza del paziente, il modello virtuale che lo rappresenta, cioè l’interpretazione teorica del fenomeno reale.

Come si compila una mappa visiva virtuale?

Per analizzare una mappa visiva virtuale occorre innanzitutto importare nel programma riabilitativo l’immagine del campo visivo del paziente. Nella schermata dedicata alla premappa viene chiesto di digitare il pulsante Import Visual Field.
Da qui si sfogliano le immagini fino a selezionare quella desiderata.
Possiamo aver creato in precedenza una cartella dove riporre le immagini dei campi visivi dei pazienti, oppure se ancora su pendrive, cercheremo l’immagine nelle risorse del computer.
Una volta identificata l’immagine corretta (utile salvarle con “Nome,Occhio,Data”) la importiamo nel programma.
Prima il programma di richiede una piccola lavorazione della stessa. Infatti l’origine può essere differente, l’ampiezza del disegno pure. Il programma chiede di centrare l’immagine e dargli un’ampiezza in gradi (per es. 30° per un campo visivo Octopus).
Questa tappa è importante anche quando si importano microperimetrie. Non essendo proprio un campo visivo ma una retinografia, l’immagine della microperimetria va ruotata sul suo asse orizzontale (premendo “Mirror Y”).
Premendo OK l’immagine viene correttamente importata sulla schermata della premappa sia per ampiezza in gradi sia per centratura sia per corrispondenza della macchia cieca.
A questo punto inizia la compilazione della premappa identificando le isoptere del campo visivo con quelle della mappa visiva virtuale. Nella guida HTML esiste la visualizzazione dell’equivalenza per ogni campo visivo perciò nel dubbio basta consultarla selezionando il tipo di tecnica campi metrica utilizzata.

Prima di analizzare la mappa visiva virtuale si può osservare l’anteprima per correggere eventuali errori.
In sintesi abbiamo preso il campo visivo di un paziente ipovedente e dopo averlo trasformato modificando i contrasti delle varie isoptere, lo utilizziamo per guardarci attraverso e nel nostro caso una stringa di lettura.
E’ intuitivo come non sia possibile leggere. Si potrà obiettare che lo si sapeva già dall’anamnesi.
Tuttavia la diagnostica virtuale non serve per capire quanto legge ma per comprendere se con quella situazione visiva ha la possibilità di essere riabilitato e come.
Infatti noi possiamo ingrandire e decentrare il testo finchè con il minimo ingrandimento e decentramento possibile l’operatore, diventato paziente perché utilizza il suo stesso campo visivo, riesce a leggere la stringa proposta.

Quanto tempo dura l’analisi della mappa visiva virtuale con Virtual IPO?

Dall’importazione dell’esame perimetrico alla stesura della mappa occorrono circa 15 minuti.

Quante sono le prove di lettura che il paziente deve sostenere prima di scegliere il tipo di ausilio da utilizzare?

Il paziente viene sottoposto ad un’unica prova di lettura poiché l’operatore grazie a virtual ipo conosce già quale sia l’ausilio ottico od elettronico più opportuno

Perché è necessaria la riabilitazione visiva una volta scelto l’ausilio più opportuno?

Perché il paziente per ottenere il massimo vantaggio dal sistema prescritto deve essere educato all’uso del nuovo PRL

Quante possono essere le sedute di riabilitazione visiva?

Le sedute di riabilitazione variano da un minimo di tre ad un massimo di sei a seconda delle difficoltà di adattamento del paziente alla nuova situazione

Qual è la compliance riabilitativa?

I pazienti che vengono sottoposti a questo tipo di riabilitazione sono soddisfatti e riescono ad utilizzare con profitto l’ausilio prescritto nel 90% dei casi